In questa pagina trovate approfondimenti sulle attività del villaggio villanoviano.
Trasformazione dei grani (farro, miglio, orzo, frumento nudo) in farina mediante la frantumazione dei chicchi su una base fissa con un pestello, entrambi in pietra, destinata alla produzione di pane, focacce e altri preparati alimentari.
Modellazione manuale dell’argilla tramite la formazione di cordoni, cioè lunghi rotoli di impasto che vengono sovrapposti e lisciati per costruire gradualmente le pareti di un contenitore. La forma finale viene poi rifinita con le dita o con piccoli strumenti.
Tecnica di produzione in cui il bronzo fuso, una lega di rame e stagno, viene colato all’interno di uno stampo formato da due parti combacianti che riproducono la forma dell’oggetto. Una volta raffreddato il metallo, lo stampo viene aperto e il manufatto estratto e rifinito tramite limatura e lucidatura.
Spostamento di persone o merci mediante un carro trainato da animali da tiro come buoi o cavalli.
Gestione e cura di bovini, ovini, caprini, equini e suini per ottenere materie prime, come carne, latte, lana, pelli, sterco, unitamente a ossa e corna per realizzare oggetti di varia natura. Alcuni di questi animali vengono poi impiegati come forza lavoro e mezzo di trasporto.
Operazione manuale con cui fibre animali (lana di pecora o capra) o vegetali (lino, ortica e forse canapa) vengono trasformate in filo. La conocchia, ovvero un’asta in legno biforcuta o ingrossata, serve a tenere raccolte le fibre grezze, mentre il fuso, con inserita una fusaiola, spesso in terracotta, come contrappeso, viene fatto ruotare per attorcigliare le fibre e ottenere un filo resistente e regolare.
Tecnica di intreccio di fili per creare tessuti. Consiste nel montare su un telaio in legno gruppi di fili verticali (ordito), mantenuti in tensione da pesi in terracotta, per farvi poi passare attraverso un filo orizzontale e continuo (trama) arrotolato a un pezzo di legno (navetta o spoletta), procedendo dall’alto verso il basso.
lavorazione del terreno effettuata con un aratro tirato da buoi o cavalli. L’attrezzo incide e rivolta la terra, preparando il suolo alla semina e migliorando la crescita delle colture.
Spargimento dei semi a mano sulla superficie del campo già arato e sminuzzato. I semi vengono distribuiti in modo uniforme e poi leggermente interrati, così da favorirne la germinazione.
Raccolta dei cereali maturi effettuata tagliando gli steli con falci e falcetti in metallo.
Cattura di pesci in ambiente fluviale, nei pressi dell’abitato, tramite ami fissati a cordicelle e preparati con esche (piccoli bocconi di carne o insetti) oppure mediante arpioni, cioè aste dotate di una o più punte, utilizzati per colpire direttamente gli animali in acqua bassa o vicino alla riva.
Cattura di animali selvatici svolta utilizzando lance per colpire la preda da distanza ravvicinata e archi e frecce con punte metalliche per il tiro a distanza.